
La giornata dell'
oggi che si fa, venne rinominata così dopo che un giorno, giunta al centro con gli altri membri del gruppo di volontariato, ci ritrovammo senza i nostri responsabili a seguito. Mancavano i clown, il gruppo dei musicisti e anche Francesca, la referente del gruppo..Per un disguido non ci avevano avvisati che non sarebbero riusciti a venire..comunque sia gli operatori del centro ci stavano aspettando. Eravamo spiazzati, non sapevamo bene cosa e come improvvisare. Così decidemmo di chiedere a loro, agli anziani cosa avevano voglia di fare. Ci ritrovammo sparsi sulla stanza delle attività a bere thè caldo e mangiare biscotti, con l'unico intento di condividere un momento della routine quotidiana degli ospiti. Fu un modo per dar voce agli anziani, per farli sentire importanti, per scambiare due parole, e per far riaffiorare tanti ricordi. Fu un pomeriggio di risate, di lacrime, di improvvisazione, ma da quel giorno venne istituita la giornata dell'
"oggi che si fa"..giornata nella quale noi volontari ci sedevamo affianco a loro, e tra un thè e l'altro, trascorrevamo un pomeriggio di volta in volta diverso.
Questi incontri, andarono ad arricchire le attività previste nel progetto con-tatto di cui facevo parte, e tutt'oggi che io per ora, per questioni di tempo, non posso aderire al progetto, continuano ad essere praticate dai ragazzi che sono subentrati al gruppo.
Nessun commento:
Posta un commento