venerdì 23 marzo 2012

E oggi che si fa?

La giornata dell' oggi che si fa, venne rinominata così dopo che un giorno, giunta al centro con gli altri membri del gruppo di volontariato, ci ritrovammo senza i nostri responsabili a seguito. Mancavano i clown, il gruppo dei musicisti e anche Francesca, la referente del gruppo..Per un disguido non ci avevano avvisati che non sarebbero riusciti a venire..comunque sia gli operatori del centro ci stavano aspettando. Eravamo spiazzati, non sapevamo bene cosa e come improvvisare. Così decidemmo di chiedere a loro, agli anziani cosa avevano voglia di fare. Ci ritrovammo sparsi sulla stanza delle attività a bere thè caldo e mangiare biscotti, con l'unico intento di condividere un momento della routine quotidiana degli ospiti. Fu un modo per dar voce agli anziani, per farli sentire importanti, per scambiare due parole, e per far riaffiorare tanti ricordi. Fu un pomeriggio di risate, di lacrime, di improvvisazione, ma da quel giorno venne istituita la giornata dell'"oggi che si fa"..giornata nella quale noi volontari ci sedevamo affianco a loro, e tra un thè e l'altro, trascorrevamo un pomeriggio di volta in volta diverso.
Questi incontri, andarono ad arricchire le attività previste nel progetto con-tatto di cui facevo parte, e tutt'oggi che io per ora, per questioni di tempo, non posso aderire al progetto, continuano ad essere praticate dai ragazzi che sono subentrati al gruppo.

giovedì 15 marzo 2012

Gli Allettati

Gli "allettati"..chi sono gli allettati in pochi lo sanno..o forse pochi se lo chiedono..La maggior parte del volontariato nelle case di riposo è infatti rivolta agli anziani che sono nella condizione di spostarsi, giungendo così negli spazi comuni, quelli che solitamente sono dedicati alle attività ricreative e alle attività proposte dai volontari. 
Il progetto con-tatto è invece voluto andar oltre ai limiti imposti dai centri, giungendo anche laddove le condizioni generali dell'anziano non consentivano lo spostamento. E così eccoci qui, armati di chitarre e di sorrisi, persi tra i reparti delle case di riposo. Con noi qualche strumento musicale, una radiolina e soprattutto tanta voglia di far sentire che noi c'eravamo, che non importava se non potevano muoversi, se erano ridotti in un letto..noi eravamo lì con loro. E' stato duro, gli allettati sono tutti coloro che non sono nella condizione di potersi alzare dal letto, qualcuno erano costretto lì da anni, qualcuno da mesi, comuque sia le condizioni erano sempre disperate. Avevamo l'impressione che la maggior parte di loro avesse perso il contatto col mondo, ed in effetti era così. Non è facile entrare in contatto con persone che sono molto vicino allo stato vegetativo, eppure noi ci eravamo imposti di provarci, quantomeno provarci.
Sono stati mesi di tentativi, siamo stati guidati da degli esperti, gli operatori del centro erano sempre con noi, ma avvicinarci a loro e sentirsi stringere la mano o veder accennare un sorriso, è stata forse una delle esperienze più pura e toccante che io abbia vissuto nei due anni di volontariato.
Un pensiero va a loro, agli allettati, a coloro che non possono muoversi, perchè voglio ricordarvi che essere infermi non è sinonimo di "mancanza di sentimenti, di emozioni" e noi l'abbiam capito solo credendo che fosse possibile far qualcosa anche per loro.

Andare incontro a qualcuno ed entrare in con-tatto con loro può sembrare impossibile, non facile, ma è indispensabile provarci e crederci.


A presto, LaGio

martedì 6 marzo 2012

La finestra di fronte

Oggi vi racconto un'esperienza particolare che qualche tempo fa abbiamo sperimentato in casa di riposo. Abbiamo pensato ad un'attività che potesse coinvolgere gli ospiti del centro e così ci è saltata in mente l'idea di un cineforum, al quale gli ospiti interessati potevano iscriversi liberamente. E' un'attività che abbiamo pensato per quegli anziani che un tempo erano appassionati di cinema, dediti all'arte, o all'insegnamento, e per tutti coloro che volevano trascorrere un po' di tempo in compagnia, sicuri che potesse far scattare in loro emozioni che magari non provavano da molto tempo. Il giorno della proiezione eravamo tutti un po' agitati e anche loro lo erano..alcuni si erano vestiti e pettinati proprio come se avessero dovuto partecipare ad un evento teatrale o cinematografico. Il cineforum ha riscontrato da subito un gran successo..la ventata di novità che portava con sè ci consentì di continuare a lungo questa esperienza, cambiando di volta in volta genere e anno di produzione. Il primo film che decidemmo di proiettare fu "La finestra di fronte", lo scegliemmo perchè emozionante e vicino sia alla loro che alla nostra generazione. Il film racconta infatti l'incontro casuale tra la giovane Giovanna e un distinto signore che ha perso la memoria non sapendo più chi è e dove si trova. Giovanna, moglie e madre di due bambini, se pur inizialmente contrariata, accoglierà l'anziano in casa, dando vita così ad una storia avvicente e coinvolgente, che porterà alla scoperta dell'identità dell'anziano, sopravvissuto all'Olocausto.

Qui sotto trovate un passaggio del film che mi ha colpito molto e che credo possa far riflettere..è sufficiente cliccarci sopra per visualizzare il video..Buona visione..


A presto..LaGiò